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AMASENO: UNA DIMENSIONE RURALE DA PORRE AL CENTRO DELLA STRATEGIA REGIONALE

La costruzione e il rafforzamento del sistema dei saperi – data anche la centralità e l’importanza riconosciute dall’Unione Europea attraverso il sistema AKIS e soprattutto ponendo l’innovazione sociale[1] e la crescita del capitale umano e delle competenze come obiettivo specifico della PAC 2023/2027 – rappresenta una sfida ed un obiettivo cruciale per una realtà come quella di Amaseno.

Un percorso che attraverso varie tappe, tra cui lo scorso 3 luglio e soprattutto il 16 dicembre, e con differenti attori sta investendo in termini chiari e sistemici nell’innovazione sociale come vettore ed obiettivo di crescita economica e culturale per la regione Lazio.

Una traiettoria che pone Amaseno e la filiera bufalina come architrave e come cuneo in grado di rappresentare una vera best practice ed un vero modello avanzato in termini produttivi, sociali ed ambientali per tutto il comparto primario e non solo. È da qui che nasce l’incontro del 25 gennaio ad Amaseno che dalle 11.30 vedrà confrontarsi mondo della ricerca, tessuto produttivo ed innovation broker ed aperto a tutti coloro che vorranno contribuire.

Organizzato su istanza degli imprenditori della filiera bufalina dal network Re.La.Te. , vede tra le dinamo principali il GAL Terre di Argil[2] grazie all’operato del Presidente Adriano Roma, del Vicepresidente Ernesto Migliori e del Consigliere Domenico Rinna.

Un percorso che ha trovato nel dinamismo e nella disponibilità dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale un fattore propulsivo. Impegno ed accelerazione grazie a cui si è ulteriormente strutturato e rafforzato quel necessario matching tra esigenze, bisogni della dimensione socioeconomica con le competenze e gli strumenti del mondo della ricerca, che rappresenta conditio sine qua non per accrescere davvero ed in termini sistemici la competitività del tessuto produttivo, ma anche migliorare la qualità della vita attraverso scelte etiche e sociali.

Un percorso che può e deve portare la dimensione Amaseno – realtà cui va riconosciuta e che tutti noi dobbiamo intendere e praticare per il suo valore e per il suo spessore di livello (inter)nazionale – a diventare vettore in grado di far crescere tutto il sistema regionale in termini occupazionali, di reddito e di crescita dell’indotto… ma per far ciò è necessario affrontare e vincere quelle sfide cruciali con cui si deve confrontare una realtà che deve essere centrale in qualsiasi traiettoria politica e in qualsiasi strategia di governance.

L’incontro del 25 gennaio andrà ad approfondire non solo le tematiche già emerse nell’appuntamento del 3 luglio, del 16 dicembre e negli incontri precedenti, ma anche i dati derivati dalla mappatura delle aziende e delle loro esigenze realizzata tramite questionario in previsione dell’avvio dei progetti di consulenza della Misura 2.1 del PSR.

Momento costituente e centrale che per avere pieno senso abbisogna e necessita della partecipazione di tutti, imprenditori, stakeholder, tecnici, opinion leader, per declinare i dati raccolti e capire sul territorio problematiche, strumenti e possibilità davvero praticabili e percorribili.

L’appuntamento è alle ore 11:30 presso la sala parrocchiale di Amaseno e online al seguente link di GoogleMeet :

meet.google.com/fhe-efdn-zsv

L’iniziativa sarà inoltre trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook di Re.La.Te. , del GAL Terre di Argil e degli altri soggetti afferenti al network.

 

 

[1] Per ulteriori approfondimenti https://agriculture.ec.europa.eu/common-agricultural-policy/cap-overview/new-cap-2023-27/key-policy-objectives-new-cap_it

[2] Si ricorda che il GAL Terre di Argil – così come definito nella sua strategia del PSL che pone la crescita delle competenze e dei saperi al centro dei propri obiettivi – è il Gruppo di Azione Locale che in Europa ha investito di più su informazione e formazione. Tale asse è divenuto ancor più centrale a seguito delle indicazione della Commissione Europea del settembre del 2020 che hanno sottolineato come il periodo di transizione e la successiva PAC avrebbero dovuto investire e porre come obiettivo specifico la crescita dei saperi; da qui la radicale e lungimirante scelta di investire un quarto delle economie su quella che non è un “frutto” da raccogliere per caso, ma un seme da innaffiare, da curare e che domani sarà un albero ricco di frutti e di benefici per il territorio tutto. Un percorso ed una scelta già condivisa da molteplici altri enti locali le cui amministrazioni, oggi più che mai, stanno investendo con forza su questo aspetto.

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